I hearing the winter’s voice

•23 Dicembre 2009 • Lascia un Commento

Silenzio, pioggia fitta su bianche distese, ed ora, tra goccia e goccia, ogni cosa si congeda ai miei pensieri. Ogni cosa è cristallizzata e ferma nel tempo. Tutto ciò che voleva scivolare via, sfuggire, è rimasto in quel atto della caduta…fermo, eterno, puro e limpido. Ogni cosa si riflette e al tempo stesso traspare. La meravigliosa Natura, per l’occasione di Natale, ha tirato fuori la cristalleria fine. Tutta l’argenteria è già distesa su candide e scintillanti tovaglie e le porcellane più fini sono già pronte ad accogliere fantasiosi e invitanti manicaretti e leccornie, rare prelibatezze che da ogni dove giungono.

Soul Cake – Sting

•18 Dicembre 2009 • Lascia un Commento


A soul, a soul cake, please good missus a soul cake.
An apple, a pear, a plum, a cherry,
any good thing to make us all merry,
A soul, a soul cake, please good missus a soul cake.
One for Peter, two for Paul, three for Him who made us all.
A soul, a soul cake, please good missus a soul cake.
An apple, a pear, a plum, a cherry,
any good thing to make us all merry,
God bless the master of this house, and the mistress also.
And all the little children that round your table grow.
The cattle in your stable and the dog by your front door.
And all that dwell within your gates
we wish you ten times more.
A soul, a soul cake, please good missus a soul cake.
An apple, a pear, a plum, a cherry,
any good thing to make us all merry,
A soul, a soul cake, please good missus a soul cake.

One for Peter, two for Paul, three for Him who made us all.
Go down into the cellar and see what you can find.
If the barrels are not empty we hope you will be kind.
We hope you will be kind with your apple and strawber’
For we’ll come no more a ’soalin’ till Xmas time next year.
A soul, a soul cake, please good missus a soul cake.
An apple, a pear, a plum, a cherry,
any good thing to make us all merry,
A soul, a soul cake, please good missus a soul cake.
One for Peter, two for Paul, three for Him who made us all.
I have a little pocket to put a penny in.
If you haven’t got a penny, a ha’ penny will do.
If you haven’t got a ha’ penny then God bless you.
A soul, a soul cake, please good missus a soul cake.
An apple, a pear, a plum, a cherry,
any good thing to make us all merry,
A soul, a soul cake, please good missus a soul cake.
One for Peter, two for Paul, three for Him who made us all.

La prima neve, il caminetto acceso, Sting ed i suoi canti invernali, incenso mela e cannella e tanta gioia nel cuore.

In Memoria d Lévi-Strauss

•4 Novembre 2009 • 1 Commento

copj13.asp “Ho cercato la mia strada molto a lungo. In etnologia sono un completo autodidatta. Una prima rivelazione l’ho avuta per ragioni inconfessabili: smania d’evasione, desiderio di viaggiare.” Queste parole di Claude Lévi-Strauss riassumono il senso di “Tristi Tropici”, resoconto delle spedizioni compiute dall’autore nel Mato Grosso e nella foresta amazzonica. Quando Lévi-Strauss, nel 1934, arrivò a Sào Paulo per ricoprire la cattedra di sociologia all’università, il suo interesse per l’antropologia era ancora una passione non concretizzata. Una volta giunto in Brasile, la curiosità per le culture indigene e il desiderio di visitare un paese in gran parte inesplorato lo spinsero a organizzare una serie di ricerche “sul campo”. Entrò così in contatto con le tribù autoctone, potè conoscerne direttamente le usanze e la vita quotidiana. Di ritorno da quel lungo viaggio, Lévi-Strauss lasciò calare il silenzio su quell’esperienza: non una parola che ricordasse le difficoltà, i rischi che gli incontri con civiltà indigene gli avevano procurato. Quindici anni più tardi, decise di raccontare ciò che aveva visto e vissuto. E nel 1955 uscì questo saggio, che cambiò per sempre i destini dell’antropologia ma che è soprattutto un racconto vivo dove si intrecciano descrizioni degli uomini e della natura, aneddoti, considerazioni filosofiche e narrazione dell’avventura quotidiana del ricercatore.

Per ricordare la grandezza di un uomo, nulla c’è di meglio che proporre le sue meravigliose opere. Ecco uno dei libri che mi ha fatto da guida, che ha aperto la strada verso una passione non facile, ma meravigliosa.

Grazie Claude, per il tuo splendido contributo, per non aver mantenuto il silenzio, grazie d’aver aperto la strada ai nuovi antropologi.

Nem … verso il Secondo Raccolto

•1 Settembre 2009 • 2 Commenti

solaceTutto è Eterno Mutamento e nel ridiscendere, dopo il Raccolto, nulla si arresterà. Attendo, ora che il sibilo del vento scuote le fronde che dolci si colorano di rame. Foglie scintillanti nel rossore della sera, screziate d’oro, prime presenze in quelle ombre che fondono e confondono i contorni. La sera, quando il caldo si acquieta nel grembo della Terra, lascio le mie stanze ed esco nel chiarore che Ella diffonde sul mio piccolo terrazzo. Lì, segretamente, strofino le mani nel basilico, tuffo i capelli nella menta fiorita, porto vicino al mio pancino i rami folti del rosmarino dalle fiorite chiome azzurrine e cerco la pace disseminata dalle creature in quel piccolo spazio.

Al tramonto, quando il caldo sedato dai dolci bagliori della luna lascia giungere gli altri odori, sento pizzicare le narici, solleticate da dolci fragranze di uva matura. Altrove, nelle campagne nascoste, i contadini forse preparano già le botti di rovere per il mosto, poichè note lievi di vino del vecchio anno e legno umido s’infrangono gioiose sul muro dei miei sensi. Assorbo ogni cosa, la filtro e lascio che mi penetri in profondità, assaporando ogni piccola molecola.

Sogno cavi tronchi che m’accolgano, piccoli antri come culla primordiale, calda e umida come ventre materno, sogno discese di foglie e scrichiolare di rami secchi quale musica compagna.

E’ tutto segreto e nascosto, mio intimamente e profondamente. Nel morire di quella gioia infinita, divengo amore e tengo stretta a me quella scintilla del divenire, nel mio piccolo, Eterna.

Nem …the Blower’s Daughter

•6 Giugno 2009 • 3 Commenti

Un vento che spazza le certezze, ma che lascia libero spazio alle speranze, ai sogni, alla fantasia illimitata. Un amore, che abbia tutte le sue sfumature, un amore che non sia prigioniero dei pregiudizi e delle leggi della normalità, della conformità…un amore, nel vasto oceano delle emozioni che lo lusingano.
Oggi, tra i tigli, il vento sradica le infiorescenze…ma non sono perdute. Sono nel loro profumo, ornamento delle case, dei capelli di fate danzanti che si preparano, in un preludio di dolcezze alla notte più corta.
Sono deliziata, estasiata dalla corsa delle nubi…Laggiù tra le fronde, dal mio terrazzo posso scorgere le vaste radura tra i castagni….sì, là dove è la mia Contea, la mia casa spirituale.
Sono amaliata da Zefiro che ha lasciato la sua caverna in Tracia destato dalla rosea Eos, madre di tutti i miei risvegli….sono confusa da Zefiro, che mi porta profumi da est, che m’intreccia nei capelli come un estasiato amante, petali strappati ai roseti, fiori gialli di tiglio, brandelli di foglie. Divento per un attimo ninfa….Clori forse…mentre le mie vesti leggere si sparpagliano, indugiando certe volte, aggrappate ai muri….
Sono libera oggi…più di ieri…sono libera oggi come Zefiro danzante. Sono nel mondo oggi…ovunque, tra roseti, su spiagge, nei boschi, sfiorando le fonti, le polle cristalline raccoltesi a far da specchio alle fate….
Sono Libera.