E’ giunto infine l’Autunno
Ed è sopraggiunto così anche l’Autunno. Il Vento se l’è trascinato con se, qualche sera fa. Batteva fuorioso contro i vetri della mia casetta. Le fronde degli aceri si piegavano sotto la sua furia. Poi un mattino di sole, tiepido. Complice l’aria frizzante, complice il cielo così limpido da potervi intravvedere l’universo, l’erba brillante ed il tenero musino della mia bimba, ho preso il passeggino e sono uscita con lei. Una passeggiata lungo i vialetti dove ordinatamente si susseguono le casine con i loro prati curati, le rose rampicanti, i melograni carichi dei loro preziosi e generosi frutti, le betulle ondeggianti e i pioppi tremuli che cantano nella brezza. Siamo arrivate fino al nostro parco e lì, per un pò di tempo si è volentieri fatta dondolare nel suo enorme nido. Poi nuovamente, seguendo la strada di campagnia, abbiamo costeggiato i campi
bruni. Hanno già risvoltato la terra e vi passeggiano agitati su e giù grassi corvi neri. Gracchiano furiosi e litigiosi con le gazze, contendendosi zolle di terra, nemmeno fosse la conquista del West. Lungo gli ordinati fianchi delle colline, la foschia si accalca per scendere, fondersi con la terra, inglobbare così i cespugli e ogni creatura. Così anche dai crinali delle mie piccole Highlands si riversa a valle una nebbia spumosa che annuncia davvero l’arrivo dell’Autunno. Così, mostro alla mia piccola creatura la meraviglia che Madre Natura è in grado di creare. E ci dona, senza nulla chiedere in cambio, nemmeno essere salvaguardata, poichè questo desiderio dovrebbe ricolmare d’intenti buoni il nostro spirito. E guardiamo ammirate il beccofrusone a banchettare con le ultime bacche di sorbo, mentre ne vorrei anche io qualcuna, se non altro per un pò di idromele. E lungo le rogge, come verde serpente, ancora s’aprono calici bianchi di convolvo, intrecciato ai corimbi luminosi dell’achillea così intensamente profumata. “Oh, amore mio, ma qui c’è anche della menta!!!!” Qualcuno deve averla buttata, e lei, così tenace e resistente ad ogni avversità, giace tranquilla tra le erbe numerose dei canaloni. Tardiva, in un’ultima fugace fioritura, si mostra nelle sue vesti rosate anche la salcerella. I ciuffi si gettano attraverso l’erba, per andar a catturare gli ultimi raggi del sole. Un ottobre davvero caldo ci riserva la natura in questo giro di Ruota.
Un anno che mi sta portando, nel periodo del Raccolto, i suoi numerosi frutti. Ed è così bello galleggiare in questo lago con la mia bimba, quasi fossimo ninfee sospese, gettate attraverso il Tempo a gustarci golosamente ogni morso succoso che la mela ci offre. Nel nostro piccolo Giardino, Avalon chiamano, ci contempliamo. Siamo una il risultato dell’altra e viceversa. Probabilmente anche lei, con la mia stessa fierezza e superbia nell’osservarmi dice a se stessa di avermi resa ciò che sono: Madre! Ed è bello, coglierla, in questo Raccolto maboniano. Stasera, con il nasino incollato alla finestra a guardato la Luna Piena. E’ la prima volta che la vede epr davvero, che l’osserva e la contempla. Si sarà chiesta come mai tanta luce e cosa fosse quella meraviglia appesa al cielo scuro. E’ bello vederla mentre scopre il Mondo e i suoi occhi innocenti rendono ogni passaggio davvero Incantato. Osservare la Luna Piena con la propria bimba, non ha prezzo!!!







Le Muse ti donano vera poesia nel canto d’Autunno. Generose esse sono, e impari ad osservare con i loro occhi.
Danina